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Pva su tavola,firmato titolato e datato sul retro,Gaul 1967, 1967, cm 90 x 180

Provenienza
-Max Hauser, Münster

Esposizioni
- Karl-Ernst-Osthaus Museum, Hagen 1967
- Signaux, Signaalen, Palais de Beaux-Arts, Bruxelles 1967
- Galerie Niepel, Düsseldorf 1968
- Westfälischer Kunstverein, Münster 1973 & 1981
- Von Der Heydt Museum, Wuppertal 1998

Pubblicazioni
- Von Der Heydt Museum, Wuppertal 1998, pag. 35

Road to Giza II (A 0006)

t .1928 nasce il 9 luglio a Düsseldorf. 1931 i genitori si trasferiscono nella Prussia Orientale, dove passa l’infanzia e l’adolescenza. 1945 alla fine della guerra ritorna a Düsseldorf. 1945/48 studia al Liceo di Düsseldorf dove ottiene la Maturità. 1949-50 frequenta l’Università di Colonia e studia Storia dell’Arte e Letteratura. 1950 interrompe gli studi all’Università ed entra all’Accademia di Belle Arti di Stoccarda dove è insegnante Willi Baumeister di cui segue le lezioni per un semestre. 1953 termina gli studi all’Accademia. Dipinge i suoi primi quadri non figurativi. Primo viaggio a Parigi a vedere gli Impressionisti e i quadri di Claude Monet. 1954 insieme con lo scrittore J. Rüber fa un viaggio a Napoli, Pompei e Positano, dove soggiorna tre mesi a dipingere. 1955 stabilisce il proprio studio a Düsseldorf-Kaiserswerth. Amicizia con Peter Brüning e Manfred de la Motte. In aprile espone per la prima volta opere informali in una mostra di gruppo al Württ. Kunstverein di Stoccarda. Ritorna a Parigi dove il critico J.Pierre Wilhelm gli presenta i pittori Bellegarde, Benrath, Laubiés, con i quali esporrà in una mostra dal titolo “Nuagistes”. Incontra Yves Klein e Pierre Restany che gli fa vedere i quadri di Fautrier, Dubuffet e Wols. Viaggio a Londra per studiare le opere di Turner. 1956 prima personale con lavori informali alla galleria Gurlitt di Monaco in Baviera. Durante la sua partecipazione al Frankfurter Frühjahrs Salon fa la conoscenza di K.O. Götz, B. Schultze e Kreutz. A Parigi partecipa al Salon Comparaisons e alla mostra “Cinq Abstraits Rhenans” organizzata da Pierre Restany e J.P. Wilhelm alla Galerie Paul Facchetti. Fa il suo primo “Poéme visibile” e sperimenta per la prima volta la serigrafia. Partecipa alla mostra annuale del “Gruppo 53” nella Kunsthalle di Düsseldorf. Insieme con l’amico Brüning compie esperimenti con la fotografia. 1957 i cosiddetti “Tachisten” (parola con cui venivano definiti i lavori informali, derivata dal francese “Tache”) fanno grande impressione alla mostra annuale del Deutscher Künstlerbund (Rassegna nazionale degli artisti tedeschi) tenutasi a Berlino. L’articolo sulla mostra, pubblicato nel giornale “Die Welt” titolava “Blu, Blu, Blu o la vittoria dei ‘Tachisten’”. Una delle opere di Gaul era appunto intitolata “Blu, Blu, Blu”. Partecipa con 5 opere alla mostra “Una nuova direzione della Pittura” alla Kunsthalle di Mannheim (la mostra era la prima rassegna sulla pittura Informale organizzata da un Museo tedesco). La Kunsthalle gli acquista uno dei quadri esposti “Pracht der Zerstörung” (il primo acquisto di una sua opera da parte di un Museo). A Milano espone in una personale alla Galleria Apollinaire. Trascorre l’estate in campagna vicino a Berna dove comincia la serie delle “Chinesischen Blätter” (carte cinesi) che poi esporrà in dicembre nella sua personale alla Galerie 22 di Düsseldorf, completamente incomprese e rifiutate dalla critica e dal pubblico. 1958 partecipa alla rassegna “Pittori tedeschi e italiani contemporanei” alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma, presentazione di Palma Bucarelli. Comincia la serie “Couleur et Vitesse” e “Couleur et Signification”. Gaul, Hajek, Platschek e Vedova pubblicano a Stoccarda un manifesto sull’arte. Partecipa alla mostra “L’arte del 21° Secolo” a Charleroi in Belgio durante l’Esposizione Mondiale e nel Padiglione americano di Bruxelles vede per la prima volta i quadri degli Espressionisti Astratti newyorkesi. 1959 inizia la serie dei quadri “Wischbilder”. Sam Hunter, direttore del Walker Art Center di Minneapolis, visita lo studio di Gaul e sceglie tre opere per la rassegna “European Art Today” che viene esposta in cinque Musei degli Stati Uniti e del Canada. The Carnegie Institute di Pittsburg gli acquista il quadro con cui aveva partecipato al “The 1958 Pittsburgh International Exhibition of Contemporary Painting and Sculpture”. Contratto di lavoro e collaborazione con la Galerie Änne Abels di Colonia. Insieme con Brüning e de la Motte, va a Londra dove sue opere sono esposte nella mostra “Present day German Painting” organizzata dall’ Institute of Contemporary Art. È presente con tre opere alla “documenta II” di Kassel. 1960 disegna le scenografie ed i costumi del balletto “Wandlungen” di A. Schoenberg per il Teatro dell’Opera di Colonia. Continua la serie dei “Wischbilder”, iniziata nel 1959 e simultaneamente lavora alla serie dei “Farbmanuskripte” e dei “Découpages”, con cui porta alla conclusione un ciclo di lavori iniziato nel 1956 con i “Poèmes visibles”. Mostre personali alla Galerie Ä. Abels di Colonia, alla Galerie Nächst St. Stephan di Vienna e al Kunstkring di Rotterdam. Partecipa alla rassegna internazionale “Antagonismes” organizzata da F. Mathey e J. Alvard al Musée des Arts Décoratifs di Parigi. 1961 per alcuni mesi vive e lavora a Roma. Affitta un appartamento-studio in Via della Croce,dove dipinge la serie “Oggetto romano”, “Oggetto di Contemplazione” ed i “quadri bianchi” che diventano il punto culminante del suo lavoro degli anni ’50. Con le “Carte cinesi” del 1957, i “Wischbilder” del 1959-60 ed i “quadri bianchi” del 1961 si conclude un arco di lavoro che era stato determinante per la sua radicalità concettuale e per la riduzione del linguaggio pittorico ai suoi dati essenziali. La serie “Oggetto romano” segna il passaggio tra la produzione degli anni cinquanta e quella degli anni sessanta. Da quadri quasi monocromi Gaul passa a quadri bicromi e policromi, dall’all over alla simmetria e alla Gestalt. Individua l’iconografia dei Segnali stradali quale arte “concretamente” inserita nel paesaggio urbano; scoperta che lo stimola e che aprirà una nuova evoluzione nella sua attività artistica. A Roma si incontra con Burri, Dorazio, Franchina, Novelli, Perilli, Schifano,Scialoja, Rotella e Twombly. 1962 il 31 gennaio si inaugura la sua personale alla Robert Elkon Gallery di New York. Si ferma per tre mesi a N.Y. dove Friedel Dzubas, un artista della galleria Elkon gli lascia a disposizione il suo studio. Visita lo studio di Barnett Newman, Hans Hofmann e Ad Reinhardt. Incontra Franz Kline, Robert Motherwell con la moglie Helen Frankenthaler, K.Noland, Olitski e il critico Clement Greenberg. A Philadelpia visita la famosa collezione di Brancusi e di Duchamp. A Chicago, nel Art Institute Museum, lo colpisce particolarmente un Matisse del 1916. Alla fine di aprile parte da New York e, dopo una breve tappa a Parigi ritorna a Roma dove inaugura una sua personale alla Galleria L’Attico. La rivista tedesca d’arte “das Kunstwerk” dedica un ampio servizio al suo lavoro (testi di Msgr. Otto Mauer e dell’artista). Fa erigere alla periferia di Milano, sull’Autostrada Milano-Monza, uno dei suoi “Segnali Stradali”quale opera d’arte nell’ambiente urbano. 1963 pubblica (insieme con lo scrittore Alvermann) il “QUIBB-Manifest” (manifesto QUIBB) ed il “Questionario”. Il 23 novembre si inaugura la prima personale dei suoi “Segnali Stradali” alla Galerie Müller di Stoccarda. Scrive due articoli sulle sue esperienze newyorkesi che gli vengono pubblicati sulla rivista “das Kunstwerk” e nel giornale “Die Welt”. Vince il Villa Romana-Preis per giovani artisti: premio per soggiornare e lavorare un anno a Villa Romana, Firenze. 1964 mostra personale dei suoi “Segnali Stradali” al Museo di Wiesbaden, che sollevano una vasta eco nella stampa. In occasione della mostra annuale del “Deutscher Künstlerbund” erige uno dei suoi Segnali “Hommage à Berlin”davanti alla Haus am Waldsee a Berlino e altri quattro “Segnali” sulla Lützowplatz. Gerd Winkler gira il film “Buchstaben, Schreibspuren & Signale” (lettere, tracce dello scrivere e segnali) filmando le sue opere per la TV tedesca. Jean Dypréau gira per la televisione belga il film “Dieu est-il Pop?” (Dio è Pop ?) in cui figurano anche opere di Gaul. 1965 la rivista italiana Marcatré (all’epoca diretta da Eugenio Battisti) pubblica un suo testo: “Le poetiche, Cartelli indicatori e Segnali”, nel quale viene ipotizzata l’integrazione dell’arte nel paesaggio urbano. Insegna pittura all’Istituto Statale d’Arte di Brema nel Nord della Germania e per un semestre, come “visiting lecturer”, alla Bath Academy in Inghilterra, dove rimane colpito dai particolari colori e collocazioni della segnaletica. Dipinge così una serie di opere di grande formato riproponendone una sua interpretazione. Gillo Dorfles pubblica sulla rivista “Art International” un ampio articolo “I Verkehrszeichen & Signale di Gaul”. Progetta un ambiente-installazione che viene esposto nella mostra “14 aspetti dell’Arte di oggi”, organizzata da Manfred de la Motte nella Haus der Kunst di Monaco di Baviera. 1966 in gennaio espone in una personale all’ Institute of Contemporary Art di Londra e la BBC gli dedica un ampio servizio televisivo. Insegna per un trimestre al Regional College of Arts al Kingston upon Hull in Inghilterra. In aprile rientra in Germania dove espone alla Kunsthalle di Mannheim 29 tra quadri e oggetti di grande formato e un’ampia panoramica di lavori su carta degli anni tra il 1961-1966. 1967 il 1 gennaio si trasferisce a vivere in Belgio ad Anversa, con Barbara che sposerà l’anno seguente. Si fermeranno a vivere e lavorare, nella casa-studio di Anversa fino alla fine del 1968. Mostra ed intervento nel paesaggio a Neuenkirchen. Progetta un sistema modulare di elementi prefabbricati per creare delle strutture ambientali, il “Kölner-Ambiente” e ne espone la prima versione alla Galerie Tobiès & Silex di Colonia. Riprende a lavorare sui quadri e inizia la serie “sex-a-gon” (quadri esagonali) e “Gizeh” (quadri triangolari). 1968 partecipa con strutture dipinte alla mostra “Kleur-Object” nel Parco di Middelheim di Anversa e alla “Prima Triennale voor plastiche Kunst” a Bruges in Belgio. Disegna la versione finale del suo sistema modulare che viene presentato a Colonia in occasione della Prima Fiera-Mercato d’Arte. Il collezionista Dr. Peter Ludwig gli acquista le opere: “Thre little roses II” del 1965, “Projekt für einen Platz an der Sonne” del 1965 e “Doppel-X” una struttura dipinta del 1967-68. 1969 vive la prima metà dell’anno a Genova-Boccadasse dove dipinge una serie di quadri che sono in relazione col “Kölner-Ambiente” del 1967-68 e che hanno come tema la divisione sistematica del quadrato. Progetta un grande “Segnale” da erigere in Piazza del Popolo a Roma (progetto che non verrà realizzato). Ritornato in Germania si stabilisce a Neuss vicino a Düsseldorf. 1970 partecipa alla mostra “Umwelt-Akzente-die Expansion der Kunst” organizzata da Klaus Honnef a Monschau. Pubblica “Sex-a-gon” nelle Edizioni Mediacontact e il giornale “Signale, Signals, Signaux”. Progetta un gruppo di 3 sculture in acciaio colorato per un istituto dell’Università di Heidelberg. Riprende il lavoro sulla serie “Gizeh” e “Sex-a-gon”. 1971 vince col suo progetto un concorso dell’Università di Stoccarda per un Istituto in costruzione. Dipinge una serie di quadri “Hommage to....” dedicati tra gli altri a Malevic, Mondrian, Matisse e Rothko cercando di realizzare in una sua opera un riferimento aderente con i loro concetti. Nella sua pittura si delinea un cambiamento. Il progetto del 1970 per l’Università di Heidelberg viene realizzato. Si tratta di tre gruppi di strutture d’acciaio dipinte e montate all’esterno ed all’interno dell’edificio dalle misure che variano dai 5 ai 12 metri di altezza. 1972 inizia la serie dei “Markierungen”. Partecipa alla mostra “Szene Rhein-Ruhr” organizzata dal Museum Folkwang di Essen con un “Omaggio a Malevic” un quadro di 20 metri di lunghezza. Espone i quadri dipinti durante un breve soggiorno a Terracina nella sua prima mostra personale a Livorno nella Galleria Peccolo. Inizierà così un lungo rapporto di amicizia e collaborazione con Roberto Peccolo. Lavora nell’estate di quell’anno e negli anni seguenti, quando è libero da altri impegni, in Liguria. Una regione di cui ama in particolare il clima e la luce, tanto che dal 1975 e per alcuni anni affitterà una casa vicino Chiavari, a S.Andrea di Rovereto, dove passare l’estate e lavorare. 1973/74 Klaus Honnef, divenuto direttore artistico al Kunstverein di Münster, gli organizza una grande mostra riassuntiva che copre venti anni della sua attività artistica. La mostra in seguito è itinerante nei Musei di Ludwigshafen, Bielefeld e Ulm. Continua la serie dei “Markierungen”. La riflessione sui materiali e sulle funzioni primarie del fare pittura: il disegnare e il dipingere, lo stimolano a portare avanti il suo lavoro, simultaneamente su due binari paralleli. Nella serie “Zeichenmarkierungen” si impegna esclusivamente ad analizzare i diversi modi e metodi di tracciare una linea su di una superficie. Nella serie “Farbmarkierungen” si impegna esclusivamente ad analizzare i diversi modi e metodi di dare e distribuire il colore sulla superficie. 1975 incaricato dal Comune di Brema, riunisce una collezione rappresentativa dell’arte concreta europea che viene acquistata per gli uffici di un nuovo centro elettronico. Per lo stesso Ente esegue tre grandi tele e due oggetti di plexiglas dipinto. K.H. Nowald, curatore del Wilhelm-Lehmbruck Museum di Duisburg organizza una sua mostra personale mettendo a confronto diretto le opere degli anni 1950/60 con quelle degli anni 1974/75. Il catalogo della mostra contiene, oltre alle informazioni sull’artista, una cronologia degli avvenimenti politici e culturali scelti secondo l’importanza che questi hanno avuto per l’autore. Nell’estate in Liguria inizia la serie di lavori su carta “Schraffuren” (tratteggiature), nei quali continua l’analisi sul materiale e sul processo del disegnare. In ottobre si trasferisce a Kaiserswerth, un’antica località alla periferia di Düsseldorf, riunendo abitazione e studio nella stessa casa dove aveva vissuto i primi anni della sua infanzia e dove ancora viveva sua madre e la vecchia zia Cecilia. 1976 nell’inverno dipinge su carta di riso una serie di “Farbmarkierungen” adoperando l’inchiostro come colore e il rullo da imbianchino come strumento. Nell’estate continua il lavoro su tela della serie “Markierungen”, ma al rientro in Germania decide di terminarne la serie. Ritornato a Düsseldorf comincia ad elaborare il progetto per la “documenta 6” (poi non esposto a Kassel) e lo presenta nella sua personale al Museo di Hagen. 1977 terminata la costruzione del suo nuovo studio, riprende a lavorare. Serie di lavori su carta “Linee orizzontali” e “Tratteggiature” e dipinge una serie di grandi tele dal titolo “Linea tirata a mano dall’alto in basso”. In un’altra serie di quadri, dallo stesso titolo, usa come strumento per dipingere, esclusivamente le dita della mano immerse nel colore, come già faceva negli anni ’50, con le quali poi traccia il segno del passaggio delle dita sulla tela. Partecipa con due tele della serie “Farbmarkierungen” alla “documenta 6” nella sezione Pittura. J. Heinrich Müller, direttore del Museo di Hagen, inaugura a settembre una sua personale dedicata ai lavori degli anni ’70. Dopo Hagen la mostra viene presentata al Paula-Becker-Modersohn-Haus di Brema. Trascorre l’autunno nella Francia meridionale. 1978 si dedica ad una nuova serie di lavori su carta di grande formato. Riaffiorano in questi lavori elementi di scrittura (come già nei “Poémes visibles” del ’56). Realizza anche una serie di 24 pezzi sulle lettere dell’alfabeto. Viaggio in Grecia. Eberhard Freitag prepara il catalogo generale della grafica e dei multipli, pubblicato nel settembre-ottobre dello stesso anno dalla Kunsthalle di Kiel che per l’occasione presenta un’ampia mostra con tutta l’opera grafica di Gaul. 1979 la mostra di Kiel si trasferisce nel gennaio febbraio a Heidelberg dove viene presentata al Kunsverein. Durante l’inverno 1978-79 si dedica esclusivamente al lavoro su carta. Fa una serie di acquarelli e pastelli su mini-formati e una serie di acrilici su carte di grande formato. Comincia ad usare cartoni provenienti da scatole da imballaggio, preferendo quelli dal colore grigio e utilizzando inchiostro di China dato con pennelli giapponesi, un riferimento alle carte giovanili “Chinesische Blätter”. In agosto, durante il soggiorno estivo nella sua casa di S.Andrea di Rovereto in Liguria, inizia e conclude due cicli di lavori su carta, basati sulla memoria, dal titolo “I colori del Paese” (tempere e pastelli) e “Con Amore” (tecniche miste). 1980 si conclude alla Galerie Hennemann di Bonn, una galleria specializzata dove espongono tutti gli artisti dell’arte “Informale”, la mostra antologica di suoi lavori degli anni tra il 1953 e 1961. La galleria edita per l’occasione un volume, curato da Manfred de la Motte, nel quale sono illustrati i lavori di quegli anni e riediti alcuni testi critici riguardanti l’intero arco delle opere. Personale alla Galerie Karsten Greve di Colonia dove viene esposta la serie completa delle carte “Con Amore”. Partecipa alla mostra “Deutsches Informel” al Kunstverein di Oldenburg e alla mostra “Maestri dell’Informale e dell’Astrazione” presso la Galerie Zimmer di Düsseldorf. 1981 lavora ad una nuova serie di grandi quadri, sempre con un impianto quasi monocromo nei quali ritornano a dominare colori forti e vivaci; ogni opera è composta da più tele accostate una all’altra. In parallelo inizia la serie di acrilici e pastelli a olio eseguita su cartoni da imballaggio denominata “Recycling” che esporrà in una mostra itinerante a Quackenbrück, Bonn, Colonia e Düsseldorf, in catalogo la prefazione è di Klaus Honnef. Partecipa alla mostra “Avantgarden Retrospektiv –Kunst nach 1945” organizzata nel Westf. Kunstverein di Münster e alla “Graphik des Deutschen Informel” al Kunsverein di Düsseldorf in cui sono esposte le grafiche che ha stampato durante gli anni ’50. 1982 mostra personale alla Galerie Dibbert di Berlino dove sono esposti i quadri della nuova serie appena terminata composti da più tele accostate. La Pinacoteca Comunale di Macerata gli organizza un’ampia antologica di opere su carta dal titolo “W.Gaul: segno, disegno, traccia, pittura, memoria (1955-1982)”. La presentazione in catalogo è di Enrico Crispolti e Filiberto Menna. 1983-1985 con il quadro “Visita a Giverny” (cm.180x440) inizia una numerosa serie di quadri singoli, dittici, trittici, polittici nei cui titoli è palese il suo omaggio alla pittura di Claude Monet. 1987 i suoi scritti di memorie, aforismi e commenti sull’arte del dopoguerra vengono raccolti in un libro dal titolo “Picasso u. die Beatles -Erinnerungen und Kommentar zur Kunst nach ’45”- (Picasso e i Beatles –Ricordi e commenti sull’arte dopo il ’45), edito da Quensen Verlag, Lamspringe. 1988 il Museo Schloss Morsbroich di Leverkusen gli organizza una retrospettiva di suoi lavori su carta (1953-1987) che in seguito si sposterà in altre città e Musei della Germania. 1989 esce “Begegnung mit Winfred Gaul” (Amicizia con Winfred Gaul) libro-catalogo, edito a cura di Willi Kemp che contiene testi e riproduzioni di tutte le opera di Gaul possedute dalla prestigiosa collezione degli amici Ingrid e Willi Kemp di Düsseldorf. La Eremiten Presse pubblica il libro di schizzi e testi di Winfred Gaul “Notizen und Bilder” (Notizie e quadri). 1991 esce a cura della Concept Verlag di Düsseldorf il primo volume del Catalogo Generale dei suoi dipinti su tela e carta (opere 1949-1961). 1992 con un catalogo curato dalle Edizioni Roberto Peccolo di Livorno si apre al Palazzo Martinengo di Brescia la mostra “Frammenti di una Retrospettiva”(Opere 1962-92) dove il trentennale lavoro pittorico svolto da Winfred Gaul è sinteticamente riassunto con alcune significative opere su tela e una panoramica di lavori su carta. A cura delle stesse Edizioni esce in contemporanea il volumetto “Con amore” contenente un testo di Elisabetta Longari “Ritratto Umorale di W.G.” e alcuni scritti dell’artista. La Eremiten Presse pubblica il volume di suoi disegni e aforismi sull’arte dal titolo “die Malerei ist eine eifersuchtige Geliebte”( La pittura è un’amante gelosa). 1993 esce il secondo volume del Catalogo Generale (opere dal 1962-1983) dei suoi dipinti con l’introduzione di Lothar Romain e con la riedizione del testo “Ritratto Umorale” di E. Longari. 1994 gli viene assegnato il Premio Lovis Corinth alla carriera e contemporaneamente viene organizzata una sua mostra alla Kunsthalle di Kaliningrad e alla Ostdeutsche Galerie, Regensburg. 1997 “das Fruehwerk”(Opere degli anni ’50-60) è il titolo di un’ampia retrospettiva di lavori dell’epoca informale che si svolge al Märkisches Museum di Witten. Per problemi inerenti alla sua salute ed alla vista è costretto ad interrompere momentaneamente il lavoro con la pittura. 1998 con le mostre al Kunstverein di Emsdetten, “Malerei 1956-1988”(Pittura 1956-1988); al Von der Heydt-Museum di Wuppertal, “Ohne Rechten Winkel”(Quadri senza angoli retti); alla Reichsabtei di Aachen-Kornelimünster con “Grosse Formate”(Grossi formati); e alla Galerie Hennemann di Bonn viene festeggiato, con questo omaggio multiplo, il suo 70esimo compleanno. 1999 esce per le edizioni Druck Verlag Kettler di Bönen/Westf. il volume “Winfred Gaul: Recycling 1981-1997”. Libretto che diverrà il catalogo di una mostra itinerante nei Musei del nord della Germania. Lothar Romain pubblica, a cura delle Edizioni Hirmer Verlag di Monaco, un’ampia monografia “Winfred Gaul –der Maler” (W.G. –il pittore) dedicata ai suoi 50 anni di pittura. 2000 mostra dei cartoni della serie “Recycling 1981-1997” alla Galleria Peccolo, Livorno. 2001 viene edito il libro “Nachts im Atelier allein –Malerei auf Papier, 50 Arbeiten- mit Notaten des Künstlers” (Notti solitarie nello studio –Pitture su carta, 50 lavori- Con annotazioni dell’artista), aforismi e annotazioni sull’arte, a cura del Radium-Verlag, Stuttgart. Nella Collana Pittura e Memoria, in collaborazione con Roberto Peccolo, la Morgana Edizioni di Firenze pubblica il libro-d’artista “Winfred Gaul: Schnappschüsse - Istantanee“; annotazioni sull’arte e ricordi di viaggi in Italia, illustrato con 5 tavole a colori e un’opera originale su carta. Mostra personale “Malerei der 50er Jahre” (Pittura degli anni ’50) al Museum am Ostwall, Dortmund. 2002 avverte i primi sintomi della malattia e decide quindi di donare alcune sue opere a quei musei tedeschi, come la NationalGalerie di Berlino; la Bayerische StaatsgemäldeSmlng.di Monaco; la Staatsgalerie di Stoccarda, il Museum am Ostwall di Dortmund ed altri ancora; Musei che già possedevano nella loro collezione suoi lavori, in modo da completarne la presenza con opere e periodi diversi. Alcuni direttori aderiscono con entusiasmo a questa sua iniziativa. La stessa cosa cercherà di realizzarla anche con alcuni Musei italiani quali la Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma e il Museo di Villa Croce a Genova, senza però ottenere una risposta. 2003 all’inizio dell’anno insieme con Lothar Romain comincia a preparare la mostra che è programmata per 2004-2005 al Museum am Ostwall di Dortmund. Il Comune di Kaiserswerth gli dedica una mostra personale nel Museo cittadino. Edizione del libro “Winfred Gaul. Unterwegs zum Bild, Fragmente, Skizzen, Experimente aus seiner Werkstatt” (W.G. Lavorando sul quadro, frammenti, schizzi e sperimenti nel suo atelier) a cura di S. Gnichwitz. Dopo l’improvviso ricovero per una neoplasia polmonare nella Klinik di Kaiserswerth muore il 3 dicembre. Accompagnata da una folla di amici, musicisti, artisti, critici, collezionisti e galleristi, la salma viene tumulata nel piccolo cimitero di Kaiserswerth.

One Artist Exibition :
Pinacoteca di Macerata, Italia 1982
1977
Documenta 6, Kassel
1973 - 1974
Retrospettiva al Landesmuseum, Münster, Kunstsammlung Ludwigshafen, Museo di Ulm, Kunsthalle Bielefeld
1959
La partecipazione a Documenta II di Kassel
Rappresentato in musei e collezioni private in Germania, Italia, Belgio e Stati Uniti
Un gran numero di mostre personali e collettive in Germania e all'estero. Elaborate bibliografia disponibile

Winfred* Gaul